I 7 siti di P2P lending più affidabili d'Europa e del mondo. Come li scelgo?

 Cassaforte. Quanto è sicuro il p2p lending?

Come sono gli strumenti di peer to peer lending affidabili:

  1. Le caratteristiche che deve avere un P2P affidabile  

  2. Ratesetter (UK)  

  3. Lending Club (USA)  

  4. AuxMoney (Germania)  

  5. Twino (Baltico)  

  6. Fellow Finance (Finlandia)  

  7. Bondora (Europa/Baltico)  

  8. Mintos (Europa/Baltico)   

Esistono P2P più affidabili di altri? La sicurezza negli investimenti è cruciale. Odio scrivere banalità, ma il p2p lending può davvero essere sicuro o rischioso a seconda di chi lo usa.

Nel web troviamo solo opinioni polarizzate. C'è chi lo odia perché ha dei prestiti in ritardo e chi lo adora perché ottiene rendimenti stellari. Io credo non abbia senso sbandierare rendite del 30% quando poi i rischi connessi sono incontrollabili. Ma qual'è il sito di social lending più sicuro?

Tempo di lettura: 3 min.

Premessa di trasparenza: Il social lending è potenzialmente rischioso come tutti gli investimenti, quindi "sicuro" è solo un modo per dire che riusciamo a valutare i rischi in maniera piuttosto trasparente, e non "sicuro" in termini assoluti.  Di fatto il forex e la borsa, ad esempio, restano molto più rischiosi, tanto da non essere neanche paragonabili al social lending (usato con giudizio). 

    Uno strumento di P2P lending "sicuro" deve avere caratteristiche ben precise e non è difficile intercettare quelli giusti. È bello notare che dopo tanti anni dalla sua invenzione il social lending non è cambiato poi troppo e soprattutto non ha causato danni alla stragrande parte dei risparmiatori che lo hanno usato. Il principio è sempre lo stesso, chi cerca e chi offre credito si incontra online e tutti traggono vantaggio, dove prima il vantaggio era esclusivamente delle banche.

    Immagino non potranno dire altrettanto molti di quelli che si sono avvicinati al trading in titoli, che statisticamente perdono soldi nei primi anni di attività.

    Non va meglio a chi adora titoli di stato e buoni postali, i rendimenti degli ultimi anni sono stati tra i peggiori che si ricordino. Chi ha optato per "chiedere in banca" in genere ha ricevuto investimenti che performavano meno e con commissioni più alte.

    I paladini del "fai da te" in Italia sono (ancora) pochi, e poi, scagli la prima pietra chi non ha provato almeno una volta un sonnolento conto deposito vincolato a 24 mesi?? Io non scaglio...

    Dunque, chi vuole investire in autonomia e magari crearsi una rendita parallela al lavoro, oggi non ha che da guardarsi intorno. L'offerta è davvero grande e spiazzante. Di P2P lending ora si parla sempre più, è arrivato sui giornali e lo scetticismo sta lasciando spazio a curiosità e interesse anche tra i grossi investitori.

    Le recenti tecnologie finanziarie permettono anche a piccole società di raccogliere e distribuire prestiti al grande pubblico in sicurezza. La stessa cosa si può fare con gli investimenti immobiliari, dove case, proprietà e rendimenti vengono divisi tra migliaia di investitori comodamente a casa dietro un pc.

    I siti di P2P lending non sono affatto tutti uguali e uno non vale l'altro. È bene conoscerli per fare una scelta consapevole ma soprattutto redditizia.

    Esistono precise caratteristiche che io reputo fondamentali per valutare se investire o no con un determinato strumento, prima di farmi ingolosire da rendimenti fotonici.

    Questi sono:

    1. La sua storia

    2. La sua "massa critica"

    3. Un mercato secondario dove vendere per uscire dall'investimento.

    Sono sempre incuriosito dalle nuove opportunità ma di certo trovo più rassicurante usare uno strumento che ha una storia e un grosso numero di investitori che testimoniano affidabilità e rendimenti.

    Un elemento che non deve mai mancare su qualunque piattaforma tu voglia usare è un indirizzo fisico. I contatti, in generale devono essere utilizzabili e funzionali. Io invio sempre un paio di messaggi o una mail per tastare il terreno prima di depositare denaro.

    Anche TrustPilot.com è una fonte piuttosto attendibile se la si sa interpretare.

    Quando guardiamo all'anzianità di operazioni la più antica piattaforma di social lending è l'inglese ZOPA  (2005), seguita dalle statunitensi Prosper e Lending Club. Queste ultime sono dei giganti, ma i loro rendimenti non sono più appetitosissimi, tanto che alcuni investitori americani cominciano a interessarsi al p2p europeo. Tutte e tre dimostrano conti in regola con traffico clienti in aumento esponenziale.

    Lasciamo parlare i numeri cominciando dalle note negative. Nel 2016 in Cina operavano addirittura 4000 piccole compagnie di social lending, tante hanno già chiuso e sono state inglobate da altre. Un solo caso di default di dimensioni consistenti è quello di Ezubao nel 2016 nell'est della paese. I rendimenti oggi in Cina variano dal 10% al 24% per chi investe, ma per adesso non si configura come un posto sicuro per investire in P2P lending.


    • Ratesetter (UK) 

     Quanto è sicura retesetter?

    Ratesetter vince come P2P più sicuro per varie ragioni. Prima tra tutte la sua storia molto lunga. I punti di forza poi sono il bassissimo "default rate" che indica un buon lavoro fatto alla fonte e il fondo di garanzia interno. Purtroppo non c'è  rosa senza spine e RateSetter non fa eccezione. Serve un indirizzo UK per accedere ai servizi, quindi è prevalentemente indicato per i residenti in UK. Aderisce poi ad IFISA, che è un programma governativo che rende gli investimenti tax free. Questo è ottimo, perché rende convenienti i rendimenti lordi non altissimi, intorno al 4%.


    • Lending Club (USA) 

     Quanto è sicuro lending club?

    Anche questo piuttosto sicuro insieme a Prosper, macina numeri impressionanti. La massa critica e il trend in crescita sono due buoni indicatori di sicurezza. C'è da notare che in borsa il titolo non sta performando benissimo. Il lato negativo per i non residenti in USA è che serve un conto corrente locale ed il "social security Number". 


    • AuxMoney (Germania)

     Quanto è sicuro AuxMoney?

    AuxMoney è un gigante del P2P lending in un paese finanziariamente solido, per questo si posiziona bene in una classifica dei P2P lending più sicuri. Tuttavia restano dei limiti per gli investitori non tedeschi. Il primo è la lingua, il sito è solo in tedesco, per ora. Buone anche le recensioni globali.


    • Twino (Baltico)

     Twino è sicuro?

    Twino è interessante per la sua storia piuttosto lunga. Ha infatti iniziato le operazioni nel 2009 sotto il nome di Finbay. I rendimenti arrivano all'11%, serve un conto in banca in EEUU.


    • Fellow Finance (Finlandia)

     Quanto è sicuro fellow finance?

    FellowFinance è un grosso strumento di social lending Finlandese nato nel 2015. Offre un piattaforma dove contrattare la durata e il tasso di interesse con chi chiede un prestito e raggiungere un accordo. La perdita massima è limitata al 30% del prestato in caso di default, e la media dei rendimenti arriva al 13%. La diversificazione geografica è limitata a 3 paesi.


    Prima di continuare ora ti invito a ripagare l’impegno e la ricerca che abbiamo messo nello scrivere questo articolo: ti basterà condividere il post! A te costa zero, per noi è motivo di soddisfazione!
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    • Bondora (Europa/Baltico)

     Quanto è sicuro Bondora?

    Bondora è un sito di P2P lending famoso e in crescita. La sua storia è molto lunga, inizia nel 2009, e questo ne decreta una discreta affidabilità. Anche i volumi sono importanti, parliamo di 118 milioni di euro prestati ad una media del 32% di interesse. Bondora offre rendimenti altissimi, il guadagno netto per chi presta può arrivare a sfiorare addirittura il 17% diversificando durata e rating, molto di più focalizzandosi su durate lunghe e alto rischio (sconsigliato).

    La peculiarità di Bondora è la varietà di rischio dei prestiti offerti. Stando lontani da quelli a rischio più alto, si può provare a portare a casa davvero un buon rendimento senza troppi fastidi.

    Bondora,a differenza degli altri, è anche in italiano.

    (in Italiano ✅)


    • Mintos (Europa/Baltico)

     Quanto è sicuro Mintos P2P?

    Mintos è "sicuro" per ragioni diverse dagli altri strumenti. La "sicurezza" viene dal funzionare da "collettore" di prestiti erogati da altri. Questo garantisce una potenziale diversificazione su scala mondiale. Se è vero che la maggior parte dei prestiti in offerta viene da paesi europei, di fatto si possono comprare parti di credito addirittura in Botswana, Colombia, Kenia, Georgia,UK e Russia. I prestiti poi possono essere personali, a breve termine, per acquisto auto, per business, su pegni, mutui immobiliari, etc. 

    Come pochi altri, Mintos offre una garanzia di riacquisto dei prestiti che chiama BuyBack. Quindi, stabilita una seria diversificazione tra originatori, paesi e tipologie di prestiti, si ottengono discreti rendimenti con rischi ragionevolissimi. Il mio rendimento si è assestato al 12%.


    Riassumendo:

    • Per gli investitori inglesi è quasi sempre più conveniente restare "in casa" visti i vantaggi fiscali che possono ottenere negli UK.

    • Per gli investitori europei in euro e non, una buona scelta è Mintos per diversificazione offerta e le garanzie accessorie.

    Si adatta bene a chi ha un capitale consistente e vuole rendimenti buoni con rischi gestibili. Si può liquidare tutto e uscire dall'investimento in tempi teoricamente brevi grazie al mercato secondario.

    • Bondora si adatta meglio a chi vuole ottenere rendimenti più alti con rischi adeguati su un capitale più piccolo. Bondora è anche in italiano ed ha meno barriere in ingresso, visto che accetta anche versamenti minimi con carta di credito.

    Anche qui c'è un mercato secondario abbastanza fluido per vendere tutti i prestiti in caso di necessità e riavere i soldi e gli interessi, ma resta un investimento a lungo termine. Grazie all'interesse composto il depositato aumenta esponenzialmente, già dopo 2/3 anni si vedono i frutti. I primi interessi arrivano già dopo qualche settimana.

    Quanto allocare in P2P lending è piuttosto personale. Non faccio consulenza, riporto solo la mia esperienza, ma di certo meglio non superare il 30% del capitale di rischio e mai comprare prestiti troppo lunghi e con rating basso.


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