4 dei migliori indicatori di trading che...NON funzionano (quasi) mai -falsi segnali-

 Nell'analisi tecnica avere immaginazione è d'obbligo! Ma quali sono gli indicatori di trading che dicono la verità evitando i falsi segnali?

Nell'analisi tecnica avere immaginazione è d'obbligo! Ma quali sono gli indicatori di trading che dicono la verità evitando i falsi segnali?

Il miglior indicatore di trading...non esiste. I falsi segnali invece si.

Un buon indicatore non è detto che sia il migliore in assoluto. Gli indicatori di trading (che funzionano) sono normalmente usati dai traders per prevedere il futuro valore dei prezzi nei mercati. Ognuno ha i suoi preferiti, ma i più utilizzati, sono sempre gli stessi.

A questo punto la domanda è: "se funzionano allora perchè non siamo tutti milionari"? Appunto, non sempre gli indicatori dicono la verità ed è complesso leggerli. Un buon trader sviluppa questo sesto senso col tempo e l'esperienza. un cervello umano allenato a leggere i segnali di trading spesso arriva dove neanche l'intelligenza artificiale è arrivata (per ora).

I migliori indicatori di trading sono quelli che tu riesci ad interpretare al meglio. Scegline 3, incrocia i dati e poi cambiali, fino a trovare la “ricetta” che fa per te.
 Gli indicatori dicono tutto e niente. Bisogna saperli interpretare e assegnargli il giusto peso.

Gli indicatori dicono tutto e niente. Bisogna saperli interpretare e assegnargli il giusto peso.

Medie mobili

La azioni quotate in borsa sono normalmente volatili, questo perché sono esposte a fattori riconducibili ai mercati, al segmento e poi a se stesse.

Per avere un'immediata visione della situazione i traders si affidano alla lettura del "Trend" ed alle medie mobili.

Le media mobili non sono nient'altro che la media dei prezzi passati di un titolo. Le più usate sono le media mobili dei prezzi a 20, 50, 100 e anche oltre, fino a 200 periodi.

Di norma, quando la media mobile di breve periodo è più alta di quella di lungo, questo viene interpretato come un segnale di forza del mercato/titolo.

La media a 200 periodi si usa per conoscere la "resistenza" del titolo quando il prezzo è sotto, mentre diventa "supporto" quando il prezzo si trova sopra di questa. In genere se il prezzo di un titolo scende al di sotto della MM200 si interpreta come un segnale di inizio di "downtrend". Al contrario, finché il prezzo resta sopra la MM200 possiamo pensare di essere ancora in un "uptrend".

I falsi segnali che può generare una MM200 sono inferiori a quelli che naturalmente ci serve una media più veloce.

RSI

L'RSI misura l'intensità del "sentiment" degli investitori. Va da 0 a 100.

Un livello sotto i 30 significa che l'azione è "ipervenduta", mentre sopra i 70 di RSI significa che è "ipercomprata".

È importante ricordare che i titoli possono mantenere gli RSI in situazione di "iper" per molto tempo e per varie ragioni. Quindi non vale affatto la strategia di acquistare titoli che hanno RSI sotto i 30 e venderli appena superano il 70.

Divergenze sull'RSI

La divergenza in un uptrend accade quando il prezzo segna nuovi massimi, ma l'indicatore RSI no. In un downtrend invece la divergenza la notiamo quando i prezzi raggiungono nuovi minimi ma il segnale RSI non li conferma. Quando la divergenza è ben definita allora esiste un'alta probabilità di inversione del trend.
 

 Le divergenze sull'RSI sono normalmente l'indicatore che (anche preso da solo) da meno falsi segnali.

Le divergenze sull'RSI sono normalmente l'indicatore che (anche preso da solo) da meno falsi segnali.


Il MACD (Moving Average Convergence/Divergence)

Il MACD  è composto da 3 parametri corrispondenti a 3 medie mobili per periodi  diversi. I periodi presi in considerazione sono normalmente di 12, 26 e 9.

La differenza tra la media a 12 periodi e quella a 26 forma il MACD mentre la media mobile a 9 periodi forma la linea del segnale, questa normalmente è rossa.

Il MACD viene usato come generatore di segnali come l'incrocio tra la linea di segnale e il MACD stesso.
Da solo sembra spesso portare la "verità assoluta", in realtà è molto prudente validarlo insieme ad altri indicatori più statistici, primo tra tutti l’RSI.

 I migliori indicatori di trading? Molti usano incrociare RSI e MACD, altri l'ADX.

I migliori indicatori di trading? Molti usano incrociare RSI e MACD, altri l'ADX.


E l'analisi fondamentale dove la mettiamo?

L'analisi fondamentale vorrebbe dedurre il corretto prezzo di un titolo analizzando quelli che si chiamano "price ratio". Con questi possiamo insomma provare a capire dov'è il titolo conoscendone gli "earnings", le vendite e il cash flow. Sul lungo termine analizzare così paga, ma è anche vero che nel lungo termine questi valori variano. Quando il mercato scende può essere conveniente comprare titoli che hanno forte potenziale di "earnings". Quest'operazione si chiama in gergo: "buy the dip" ossia compra la discesa momentanea (supponendo che sia momentanea davvero).


 Il P/E

Il rapporto di P/E è il più osservato degli indicatori fondamantali. È il rapporto tra prezzo e guadagni potenziali del titolo. Esiste anche un "forward P/E che è frutto di una stima di questo valore sul prossimo anno.

Una volta un P/E superiore a 20 ci suggeriva prudenza in quanto al di sopra della media storica di molti mercati. Negli ultimi anni questo valore viene osservato meno, e P/E più alti non spaventano troppo, soprattutto se gli "earnings" sono in aumento.

 Il P/E ci dice subito quanto potrebbe essere sopra o sottovalutato un titolo rispetto al suo settore di appartenenza. P/E storico S&P500.

Il P/E ci dice subito quanto potrebbe essere sopra o sottovalutato un titolo rispetto al suo settore di appartenenza. P/E storico S&P500.


Di indicatori fondamentali e tecnici ne esistono centinaia, chi inizia può restare confuso, ed è normale così. In realtà poi le cose diventano più semplici dopo un pò di pratica.

Wikipedia è un buon posto dove raccogliere le prime attendibili informazioni online e gratuitamente. Se poi vuoi sapere quali sono i 7 peccati più diffusi tra i traders leggi questo!

Questo blog ha fini puramente informativi ed educativi (disclaimer) 

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NOTA: Le indicazioni contenute in questa analisi sono da considerarsi meri strumenti di informazione e non intendono costituire in nessun modo consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio,  suggerire o promuovere alcuna forma d'investimento.